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Traumi cranici, come capire la gravità

Un esempio lampante è quello di Michael Schumacher che cade, ad alta velocità, batte la testa e subito versa in gravissime condizioni. Ma c’è anche l’esempio del signor Domenico che cade in campagna, batte la testa a terra, si rialza e -mal di testa a parte- riprende la vita di sempre finché un giorno, anche una settimana dopo, dei dolori molto forti non gli fanno scoprire una emorragia dentro il cranio. Eppure non sembrava tanto grave al momento dell’impatto …

Il cervello è l’organo più misterioso di tutti e il trauma cranico l’incidente più subdolo, perchè imprevedibile. E’ anche vero che il trauma cranico è l’incidente più diffuso nel mondo. Come regolarsi se ci troviamo a giudicare una situazione simile? Esistono alcuni sintomi che possiamo capire anche noi non esperti, sebbene la valutazione va fatta sempre da un medico competente e noi non dobbiamo azzardare mosse se non siamo sicuri al cento per cento.

Un trauma cranico lieve di solito si risolve in poche ore, con una semplice borsa del ghiaccio. Anche se c’è breve perdita di conoscenza, non sempre questo è indice di gravità … anche se la persona va comunque tenuta a riposo e in osservazione. I traumi cranici gravi comportano perdita di conoscenza immediata e prolungata, come nel caso di Schumacher. O, come nel caso del signore caduto in campagna, forti dolori, nausea e vomito anche a giorni di distanza dal trauma. I dolori, la nausea, lo stato di confusione sono sintomi da capire al volo perchè quasi certamente indicano gravità del trauma. Invece non bisogna lasciarsi ingannare dal forte sanguinamento della testa, dopo un colpo: il cuoio capelluto e ricco di vasi capillari e sanguina parecchio se ferito … ma questo non è indice di gravità. Nel dubbio, evitate di spostare la persona ferita, evitate di muoverle il collo e di tenerla in piedi per forza. In ogni caso, sempre, se sospettate un trauma grave chiamate i soccorsi e lasciate agire loro.

admin

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