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Anti-tumorali che spariscono dalle farmacie e vengono venduti (al triplo) all'estero

Se aveste avuto un tumore e foste ancora nella fase di controllo, dopo la chemio, come vi sentireste a sentirvi dire dal farmacista che le pillole per la vostra terapia non ci sono? Nessun problema, esistono i sostituti … ma certamente non trovare il medicinale prescritto dal medico fa tremare la terra sotto i piedi. Intanto succede, e sempre più spesso, nelle farmacie italiane. Come mai?

Il problema è che le nostre scorte di medicinali vengono stra pagate all’estero e dunque è più conveniente per il farmacista o il grossista smaltire i carichi vendendoli oltre confine. Per fare un esempio, un medicinale come Mirapexin, che si prende per controllare il Parkinson, costa 89,19 euro in Italia e 275,10 euro in Germania. I più richiesti, e pagati, all’estero sono anti-tumorali, anti-depressivi e anche terapie contro le malattie degenerative come appunto il Parkinson o l’Alzheimer, ovvero tutte patologie di una certa gravità.

Da noi, come era anche in Grecia, alcuni farmacisti possono fare i distributori per legge e questo comporta il genere di commercio che causa queste diseguaglianze tra Italia e estero. Naturalmente ognuno deve pensare a guadagnare per sé, ma in questo genere di affari ci vanno di mezzo troppi malati. Si sta ipotizzando di imitare la Grecia anche in questo, cioè nel limitare i pezzi da vendere alle strette quantità necessarie senza eccedenze che poi sparirebbero in pochi giorni prendendo la via estera. Ma anche così sarebbe problematico perchè qualcuno rimarrebbe sempre sfornito di cure. Un problema che l’agenzia del farmaco AIFA sta tentando di risolvere.

admin

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