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Stamina: accuse a "Le Iene" che replicano con decisione

Un esempio eclatante di irresponsabilità nella pratica della libertà d’informazione, da cui sono venuti danni irreparabili a persone e alla sanità pubblica, è l’uso che della vicenda Stamina ha fatto nei mesi scorsi il programma televisivo «Le Iene»“. Con questa accusa diretta la senatrice Cattaneo e altri due scienziati puntano l’indice contro la trasmissione di Italia Uno, rea di aver diffuso la fede in una tecnica assolutamente poco sicura e non valida.

La trasmissione risponde alle accuse con decisione e lo fa con una seconda lettera, pubblicata da La Stampa, che spiega secondo loro quali siano queste “colpe”. Le Iene non hanno fatto altro che dar voce a gente disperata, prendere a cuore alcuni casi di estremo dolore e cercare di dare loro gli spazi che altri negavano. Sarebbe colpa delle Iene se le madri disperate cercavano uno sfogo per parlare? Sarebbe colpa delle Iene se lo Stato Italiano consente (la legge esiste!) di somministrare terapie non sperimentate scientificamente ossia “compassionevoli”?

E se la terapia di Vannoni era così pericolosa e sicuramente non valida, come mai la Regione Lombardia, l’AIFA e gli ospedali bresciani non hanno fatto nulla per impedire che iniziassero le sperimentazioni?, così scrivono gli autori della trasmissione contrattaccando sullo stesso terreno. E aggiungono: “Se con la nostra trasmissione abbiamo convinto erroneamente qualcuno della efficacia di Stamina ci scusiamo, noi volevamo soltanto aiutare delle persone sofferenti“. Ribadiscono “Le Iene” che saranno loro i primi ad essere felici se chi ha sbagliato paghi e se Vannoni ha illuso tutti è giusto che paghi. Ne sono sicuri gli autori della trasmissione e certamente saranno d’accordo anche le tante persone illuse e deluse da Stamina.

admin

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