Home » Benessere » Assistenza ospedaliera nel dramma: colpa della crisi e del menefreghismo

Assistenza ospedaliera nel dramma: colpa della crisi e del menefreghismo

Una inchiesta giornalistica di L’Espresso getta enormi coni di ombra sull’assistenza ospedaliera italiana. Andando a scegliere un ospedale a caso, ma in una grande città (Milano), si assiste a una confusione senza limiti, a carenze igieniche e assistenza precaria… da un lato. Dall’altro si assiste all’esagerazione dell’italiano medio che usa il Pronto Soccorso come un parcheggio.

E se fa indignare l’arroganza con cui alcuni infermieri del suddetto ospedale trattano un anziano malato di Alzheimer, o una signora temporaneamente immobilizzata dopo una caduta, fa indignare ancora di più quell’uomo che “molla” il padre anziano in ospedale perchè non vuole più badarci. Fanno indignare di più quei malati di demenza senile parcheggiati lì a vita, occupando magari posti che sarebbero più utili a persone in codice rosso (infarti, traumi, ictus). L’inchiesta analizza una notte di follia in cui i pazienti ricoverati -per vera necessità o per banalità- diventano talmente tanti che non bastano nemmeno più i pochi infermieri presenti e già stressati da turni massacranti.
E’ un quadro drammatico di un Paese in cui la crisi economica e i seguenti “tagli” hanno colpito ferocemente la Sanità: licenziamenti, chiusura di strutture di cura, tagli dei posti letto hanno costretto più della metà dei cittadini… soprattutto anziani e malati cronici…. a rimanere senza assistenza. La scarsa disponibilità dei medici di base ha fatto il resto, con semplici casi di influenza dirottati in Pronto Soccorso ormai allo stremo. In tutto questo, il dramma privato di medici e infermieri con stipendi da fame e orari di lavoro allucinanti … spesso privi del dovuto riposo che poi porta anche a fare errori che possono costare vite umane.

admin

x

Guarda anche

Vino, a rischio la vita con 5-6 bicchieri a settimana

Bere più di 5-6 bicchieri di vino a settimana mette a rischio la salute.  L’allarme ...

Condividi con un amico