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Lesioni nervose: un granchio ci salverà

Riparare le lesioni nervose grazie all’aiuto di un granchio. Lo rivela al mondo lo studio – pubblicato sulla rivista ‘Biomaterials’ – finanziato e voluto dalla Unione Europea che ha coinvolto diversi atenei del continente, incluso quello di Torino e perfino gli “outsiders” di Israele.

Si tratta in realtà di protesi nervose in chitosano, un materiale derivato dalle proprietà dello scheletro esterno dei crostacei e che si sta dimostrando un’alternativa molto promettente ad altri metodi come per esempio l’autotrapianto, aiutando le fibre nervose a viaggiare attraverso “strade” resistenti dentro le quali ricrescere. Sono protesi forti, stabili, biologicamente compatibili, facili da riparare in caso di anomalie, assolutamente biodegradabili.
Permettono al corpo di lavorare senza interruzioni al ristabilimento dei collegamenti nervosi e al recupero delle funzioni dei nervi con effetti simili a quelli dell’autotrapianto ma con molti meno rischi. Le prime prove cliniche controllate e multicentriche (ovvero svolte in diversi ospedali in varie parti d’Europa) stanno già dando le prime risposte e ulteriori studi di approfondimento permetteranno di capire fino a che punto siamo sulla via giusta per una innovazione della chirurgia ricostruttiva.

admin

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