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Mente e corpo: il cervello degli anziani è sovraccarico

Il cervello è come un computer: immagazzina dati. E se il computer, ogni tanto, va riformattato, ripulito per far spazio nel disco base anche il cervello deve riposare e sistemare i dati per trovare nuovi spazi. Man mano che si cresce però dati recenti e passati si mescolano e si accavallano creando una confusione che forse sta alla base di tanti problemi delle persone anziane.

Dunque il cervello di un anziano non funziona male, funziona solo più lentamente perchè “sta finendo lo spazio” e non sa più come gestire i tanti dati accumulati nel corso di una vita. I ricercatori che hanno condotto questo studio (presso la università di Warwick) stimano che se un lettore medio abituato a leggere molte parole al giorno a 21 anni di età avrà accumulato 12 anni di letture, una persona sopra i 70 anni che abbia tenuto lo stesso ritmo avrà accumulato almeno 61 anni di letture.
Anche la difficoltà mostrata da tanti anziani a trovare le parole adatte, che noi associamo subito con l’Alzheimer, è dovuta principalmente a dover fare una scelta rapida tra una quantità di termini registrati che è quasi infinita. Insomma, l’anziano che “scorda un termine” in realtà lo sta solo cercando tra le migliaia e migliaia di informazioni della sua vita … occorre solo dargli il giusto tempo e lo troverà. Non è stupido nè malato, solo un po’ più lento. Su queste basi si potranno studiare con occhio diverso le malattie del “declino cognitivo” e forse scopriremo che più che malattie si tratta di una nostra interpretazione errata!

admin

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