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Malata e animalista, denuncia la AUSL che non la fa curare con la marijuana

“Patty” (nome di fantasia) sta morendo lentamente. Il suo male ha diversi nomi: depressione, disturbo emotivo, anoressia. Non mangia mai, continua a dimagrire e l’unica cosa che le calma i nervi e le restituisce l’appetito e la marijuana, perchè lei -animalista convinta- non usa i farmaci normali testati sulle povere bestioline. “Non la fumo mica” avrebbe detto ai carabinieri che sono andati ad arrestarla qualche anno fa “mi ci faccio il té, solo a scopo terapeutico“.

I carabinieri le hanno anche creduto, ma non potevano far finta di niente dato che Patty la marijuana se la coltivava in giardino e per la legge, coltivare marijuana, è un reato… anche se la usi per farci le tisane rilassanti e basta! Condanna lieve, domiciliari e fine della coltivazione privata. Tuttavia, per evitare di star male, Patty aveva chiesto e ottenuto la prescrizione di un farmaco a base di marijuana, il Bedrocan, prodotto da una casa farmaceutica olandese e usato anche in Italia da chi soffre di sclerosi multipla. Il ministero della Salute, infatti, aveva dato via libera a questo tipo di farmaci e non c’era nessun problema.

Se non che la AUSL di Bologna, città dove Patty vive, ha cambiato idea e ha deciso che quel farmaco non fa per lei. E’ una questione tecnica, non etica, problemi burocratici di tipologia di farmaco … ma è un’attesa che dura da due anni, con la malattia di Patty che peggiora di giorno in giorno. E così lei ha deciso di andare dai carabinieri e di denunciare l’AUSL per “omissione di soccorso” perchè sarà colpa loro, a suo dire, se lei morirà. Al di là della simpatia folkloristica di questa inarrestabile donna, il problema si pone e non solo per i farmaci a base di marijuana. Troppo spesso i ritardi e le beghe burocratiche rischiano di fermare una vita.

admin

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