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Schumacher: sbagliato parlare di "risveglio"

Michael Schumacher non sarebbe più in pericolo di vita, e questa è una buona notizia. Ma per il grande campione di Formula Uno, schiantatosi con gli sci e finito in coma ormai un mese fa, il cammino difficile non è ancora finito, anzi non è neppure cominciato nonostante i titoloni dei giornali. E’ sbagliato parlare di “risveglio”, perchè la diminuzione dei farmaci sedativi non implica automaticamente un ritorno alla coscienza del pilota.

E’ vero ed è corretto che il coma farmacologico è uno stato di incoscienza profonda causato dai farmaci che i medici somministrano apposta per far dormire il soggetto ed evitare così movimenti o sbalzi pressori che possano aggravare i danni in corso, ed è certamente vero che togliendo i farmaci che causano il coma una persona riprende conoscenza. Ma se ha subito danni al cervello, la diminuzione di farmaci non riporterà alla coscienza. Una volta tolti i farmaci sedativi, però, i medici potranno controllare le reazioni del paziente … se ci sono, se non ci sono e come sono… e da qui capire molte cose.

Nel caso di Michael Schumacher, dunque, si deve parlare di interruzione della sedazione ma “le condizioni di recupero neurologico è impossibile prevederle con certezzacome giustamente ricorda il dottor Gerard Audibert, primario del reparto di terapia intensiva neurochirurgica del Policlinico dell’università di Nancy. Insomma, se Michael sta migliorando il risveglio ci sarà, ma potrebbe avvenire tra una settimana, tra due anni, tra venti. Nessuno può saperlo finché, appunto, non gli si permetterà di interagire con il mondo, cosa che sta avvenendo in queste ore. Le prime cronache dicono che “ha aperto gli occhi dietro stimolo del medico”, un punto a suo favore, una vittoria importante ma che va verificata nel tempo. Ha aperto gli occhi perchè capisce il comando o solo per un istinto primitivo? Ha aperto gli occhi e ci vede? Riconosce le persone? E così via.

admin

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