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Il braccialetto italiano che salva il cuore dopo l'infarto

I problemi cardiovascolari e le conseguenze gravi ad essi legati (infarto, ictus) sono una delle prime cause di morte nel nostro Paese e in tutto l’occidente “industrializzato”. Prevenirli è da sempre la missione di associazioni e di strutture ospedaliere di ogni tipo e la ricerca non si ferma mai. Proprio dalla ricerca italiana arriva un nuovo modo di contrastare queste malattie: un braccialetto!

Si tratta di un vero e proprio “mezzo salvacuore”, progettato e prodotto in Italia da un’idea di Alberto Ranieri DeCaterina, vincitore della borsa di studio Fondazione Lilly. Il suo “braccialetto” somiglia molto alla fascia che usano i medici per misurare la pressione e che secondo la tesi di DeCaterina è un mezzo importante per proteggere il cuore dall’infarto. Il meccanismo indotto dal “braccialetto salvacuore” è molto simile. Scientificamente si chiama condizionamento ischemico remoto.

Il braccialetto si gonfia e si sgonfia prima e dopo la riapertura della coronaria responsabile dell’infarto, e in questo modo si riesce a ridurre del 30% il danno che il cuore subisce durante la fase acuta del fenomeno. Uno studio che ha bisogno di ulteriori approfondimenti e che permetterà al giovane ricercatore che l’ha ideato di affermarsi lavorando presso l’Ospedale del Cuore G. Pasquinucci di Massa, quinto centro in Italia per numero annuale di infarti. Uno studio che verrà portato avanti anche grazie alla Fondazione Lilly che premia e aiuta i giovani ricercatori facendoli rimanere in Italia.

admin

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