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Sesso: il 14 febbraio nel nome della donna

Se pensavate che il V-DAY è solo quello ideato dal Movimento 5 Stelle per mandare a quel paese i politici forse non avete mai sentito parlare del VAGINA DAY, un evento ispirato all’opera teatrale di Eve Ensler “I Monologhi della Vagina” e che giorno 14 febbraio diventa anche un evento facebook sostenuto e condiviso dal dottor Vincenzo Puppo, medico-sessuologo, ricercatore-scrittore del Centro Italiano di Sessuologia.

Eve Ensler, che scrisse libro e opera nel 1996 creando anche un certo scandalo, considera l’organo genitale femminile come strumento di emancipazione, una esaltazione della femminilità e uno stimolo a lottare per i diritti e contro ogni violenza. Su questa scia il dottor Puppo invita le donne a “mobilitarsi ad agire attivamente, per la donna in qualità di persona/essere umano e non come mero oggetto sessuale” ma a farlo in modo completo. E cioè a considerare “completa” anche la propria sessualità cambiando l’evento da Vagina Day a Vulva Day.

Dice infatti il dottor Puppo: “Usare solo vagina, impedisce alle donne di ragionare sul proprio corpo, condiziona la percezione femminile creando nella mente delle donne un’immagine sbagliata (la vulva non esiste) dei propri organi genitali (c’è solo un buco), e blocca subito qualsiasi riflessione (e libertà) sulla sessualità/piacere/orgasmo femminile, e contribuisce all’auto-oggettivazione delle ragazze. ” Per celebrare questo simbolo femminile, si è scelto il giorno degli innamorati. Perchè bisogna riscoprire l’amore per la donna, ormai superato troppe volte dal senso di possesso e dalla violenza. In questo giorno molte donne, in tutto il mondo, si mobilitano con marce, convegni, spettacoli teatrali a tema, flash mob.

admin

0 Commenti

  1. Il vagina-day di Eve Ensler e di One Billion Rising,non è una mia iniziativa, per me si deve solo cambiare il nome, invece di vagina, VULVA-day!

    Dalla mia intervista a lastampa:Per quale immagine femminile ballano le donne in tutto il mondo il 14 febbraio, il Vagina-day? Per capirlo bene bisogna anche tradurre il testo della canzone su cui sono basate le coreografie con cui le donne ballano, dal titolo Break The Chain, e in particolare una frase: We are mothers, we are teachers, cioè Noi siamo madri, noi siamo maestre… Quindi gli uomini che ascoltano cosa capiscono? Che donna = vagina, mamma e maestra… Usare solo vagina, impedisce alle donne di ragionare sul proprio corpo, condiziona la percezione femminile creando nella mente delle donne un’immagine sbagliata (la vulva non esiste) dei propri organi genitali (c’è solo un buco), e blocca subito qualsiasi riflessione (e libertà) sulla sessualità/piacere/orgasmo femminile, e contribuisce all’auto-oggettivazione delle ragazze… Bisogna prendere le distanze da un modello di sessualità di tipo procreativo in cui alla donna viene imposto il piacere vaginale… Le donne devono ballare e mobilitarsi ad agire attivamente, per essere considerate persone/esseri umani (queste parole devono sempre essere presenti nella canzone per la coreografia), per la vulva e i dialoghi della vulva (non per la vagina e i monologhi della vagina). Pensate se il 14 febbraio, l’8 marzo e tutti i giorni dell’anno, un miliardo e più di donne insieme urlano ai maschi nelle piazze, scuole, teatri ecc. che hanno una VULVA e che sono PERSONE, non oggetti/una vagina/buco: è più di una rivoluzione (anche per i maschi): VULVA/orgasmo femminile = piacere, le donne sono persone-esseri umani, libertà, rispetto, uguaglianza, parità, prevenzione delle violenze, delle disfunzioni sessuali e delle mutilazioni genitali… La mia proposta per il 14 febbraio… http://www.lastampa.it/2014/02/11/scienza/benessere/lifestyle/febbraio-arriva-il-vagina-day-t1pY4fMnnDWrRP9SFmfD9L/pagina.html

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