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Mente e corpo: i "lupi solitari" muoiono prima

La solitudine uccide e lo fa in fretta. Uno studio americano ribadisce il concetto ormai antico che l’uomo è animale sociale e che senza l’aiuto degli altri si lascia morire. Gli effetti dell’isolamento studiati dai ricercatori dell’Università di Chicago sono quelli registrati sui tanti, troppi anziani che oggi vengono abbandonati a se stessi. Ma anche su immigrati e persone single.

La crisi e le condizioni economico-lavorative difficili spingono sempre più persone alla solitudine. Ci si sposa meno, si tende a vivere in spazi piccoli e dunque adatti a una persona, e quando si invecchia non si hanno figli o amici a cui affidarsi. Spesso nemmeno soldi con cui pagarsi una badante. E se già le persone meno abbienti corrono un rischio di morte precoce del 19%, se sono anche persone sole vedono aumentare il rischio di un ulteriore 14% !
E se la cosa vi sconvolge, provate a cercare sul vocabolario la parola “resilienza” (riprendersi da un lutto o da una depressione). Una situazione che ha bisogno di avere intorno persone fidate che aiutino sia psicologicamente che fisicamente e che sempre meno soggetti invece hanno. Chi non ha aiuti sociali, chi non ha rapporti umani, fatica di più a superare certi periodi e di questo risente sia la mente (malattie legate alla psiche) sia il corpo (sviluppo di malattie come infezioni, influenza, alcuni tipi di cancro) per via dell’indebolimento del sistema immunitario. Secondo alcuni studi, infatti, l’isolamento potrebbe anche produrre un’alterazione genetica del sistema immunitario che segnerà il corpo di quella persona per sempre.

admin

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