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Intervento cardiaco intrauterino: primo in Italia nel suo genere

Non è ancora nato e ha già rischiato di morire. E’ la storia tragica, ma anche emozionante, di un minuscolo bambino protagonista di un intervento unico in Italia, eseguito all’ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo. Il bambino, ancora nel ventre della mamma, aveva il cuore malformato nel senso che la parte sinistra dell’organo non era sviluppata e in quelle condizioni, una volta nato, sarebbe morto subito.

Si è deciso dunque di intervenire immediatamente, prima che venisse al mondo. L’intervento, operato dall’equipe dei dottori Ciuffreda e Strobelt, è consistito nell’anestetizzare il feto e inserire una minuscola cannula nel suo cuoricino passando attraverso il ventre e l’utero della madre e attraverso essa è stato inserito un altrettanto minuscolo stent che una volta sistemato nel cuore è stato gonfiato e applicato, ripristinando così il funzionamento cardiaco e polmonare.

L’intervento, sicuramente difficile, è stato eseguito per la prima volta in assoluto nel nostro Paese e non senza ansie. Come spiegano gli stessi medici del Giovanni XXIII, gli interventi intrauterini sono già molto complessi in generale e se vanno eseguiti bisogna essere spinti da un’emergenza, da un rischio di vita o di morte o dalla certezza che, intervenendo, si possa cambiare il corso di una malattia grave. Come è infatti avvenuto nel caso del piccolo paziente che oggi, insieme ai medici, prima ancora di conoscere la storia del mondo ne è già entrato a far parte.

admin

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