Home » Benessere » Ictus: le strutture adatte a curarlo sono solo 160 in Italia

Ictus: le strutture adatte a curarlo sono solo 160 in Italia

Come si combatte l’ictus? Con la prevenzione sicuramente, ma anche con la tempestività dei soccorsi in fase di emergenza. E, se la persona sopravvive, con i centri di recupero motorio e psichico. Una concatenazione di fatti e luoghi che deve garantire al meglio la salute di chi rimane vittima di questo problema (e sono tanti, una persona ogni 6 secondi!).

Una serie di studi internazionali ha valutato tutti questi parametri, cominciando dagli USA e vedendo che siamo quasi tutti impreparati. Solo negli Stati Uniti -pure simbolo di una scienza quasi perfetta- il 60% degli ospedali non è attrezzato per fornire in fase di urgenza la terapia con farmaco trombolitico, per sciogliere il coagulo di sangue in caso di ischemia. In Europa le cose non vanno meglio e in Italia il panorama è davvero scoraggiante!
In Italia, infatti, sono ancora pochi i cittadini in grado di capire subito i sintomi di un ictus, meno ancora quelli che chiamano un soccorso in modo tempestivo. Dopo di che comincia la trafila delle strutture, davvero poche per il fabbisogno generale e non tutte attrezzate al meglio. Per il nostro Paese le strutture chiamate “Stroke Unit” (unità per la cura tempestiva dell’ictus) dovrebbero essere almeno una ogni 200.000 persone invece ce ne sono solo 160, di cui più della metà distribuite tra centro e nord. Sebbene ci siano tanti ospedali che funzionano bene, in grado di prendersi cura dei malati ischemici, la carenza di queste unità specifiche rende il soccorso ancora poco sicuro su tutto il territorio nazionale.

admin

x

Guarda anche

Vino, a rischio la vita con 5-6 bicchieri a settimana

Bere più di 5-6 bicchieri di vino a settimana mette a rischio la salute.  L’allarme ...

Condividi con un amico