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L'Avastin "della discordia" presto anche in collirio

Un nuovo studio condotto dallo University College di Londra ha reso noto che il farmaco AVASTIN potrebbe realmente essere una soluzione ottimale per tutte le persone che soffrono di degenerazione maculare e di altre patologie oculari che possono comportare come decorso la cecità. Persone famose e non (ne soffre l’attrice Judi Dench), quasi tutte sopra i 75 anni di età, che all’improvviso non possono più essere autonome per colpa di queste malattie degli occhi.

La ricerca su modelli animali ha dimostrato che l’Avastin in collirio, che sostituirà l’attuale trattamento corrispondente a fastidiose iniezioni, ottiene effetti immediati e quasi “miracolosi” sulle maculopatie. Una notizia che rafforza la fiducia in questo farmaco, nato come cura antitumorale e però già conosciuto come medicina ottima anche a livello oculistico. Una medicina ottima, economica e accessibile a tutti che difatti è stata anche al centro della presunta “truffa farmaceutica” operata dalle case Roche e Novartis, secondo l’Antitrust. I due colossi, infatti, avrebbero impostato una campagna denigratoria verso l’Avastin (80 euro) in favore invece dell’uso di Lucentis (900 euro!) per averne un miglior guadagno.
Accuse che le due case farmaceutiche respingono con decisione.
Con la novità di oggi, dunque, l’Avastin guadagna un altro punto a suo favore e sicuramente guadagna di fama tra le persone che hanno bisogno di curarsi senza dissanguare il proprio portafogli.
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admin

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