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Farmaco nuovo più proteina "vecchia" per bloccare gli attacchi di cuore

Quando si verifica un attacco di cuore -e si verifica molto spesso, soprattutto nella società occidentale soffocata da vizi ed eccessi!- le cellule cardiache muoiono per mancanza di ossigeno e per insufficienza di sostanze nutritive. Danno che aumenta quando il nutrimento poi ripiomba su queste cellule “scioccate” tramite il sangue, rilasciando sostanze altamente infiammatorie e radicali liberi pericolosi. Contro questo processo potrebbe esserci finalmente una soluzione.

Uno studio dell’ateneo australiano Monash Scienze Farmaceutiche (MIPS) guidato da Arthur Christopoulos e Peter Scammells avrebbe individuato delle funzioni finora sconosciute legate a una proteina particolare, GPCR, appartenente alla famiglia dei recettori ma accoppiata alle proteine G. Finora, i farmaci usati contro l’attacco cardiaco agivano sulla proteina GPCR come se fosse un semplice interruttore, attivandola o spegnendola in base alle necessità dei recettori. Ma a volte attivando o bloccando troppo i recettori si rischia comunque un attacco cardiaco per il motivo opposto a quello per cui si intendeva curarlo.

Il nuovo farmaco ideato alla Monash invece gestisce la proteina GPCR in modo più attento: da un lato ne attiva i recettori, dall’altro gestisce la “dose” di tale attività in modo che non vada a scadere nell’effetto opposto. Il risultato è stato potenziare la funzione della proteina in modo da creare una molecola che proteggeva le cellule del cuore senza però influenzare la frequenza cardiaca. Finora questo ha funzionato sui modelli animali, non si è del tutto sicuri che possa funzionare anche sull’uomo anche se le premesse ci sono. Lo studio prosegue in tal senso, anche incoraggiati dal fatto che gli effetti collaterali sono minimi se non addirittura nulli, e comunque sempre innocui.

admin

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