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HIV, scoperto il suo "nascondiglio segreto" si tenta ora di stanarlo

Facciamo il punto sulla lotta all’AIDS, che di fatto al giorno d’oggi sembra funzionare se è vero che la mortalità è scesa e i malati vivono anche più di 20 anni col virus in corpo. Malattia cronica? Forse, ma non è una vittoria. Significa che non si muore più come un tempo ma che il virus non è stato ancora sconfitto. Le cure antiretrovirali che si usano al giorno d’oggi riescono a eliminare il virus dal sangue ma non a sradicarlo del tutto dall’organismo.

La John Hopkins University sta cercando di mettere a punto dei farmaci che aiutino gli attuali a svolgere meglio il proprio lavoro e a “stanare” l’HIV dormiente che di solito si va a “imboscare” tra le cellule sane del nostro corpo. Lì può rimanere anche per anni, in silenziosa attesa, per poi manifestarsi quando tutto sembrava finito. L’università americana ha individuato come rifugio preferito del virus le cellule T del nostro sistema immunitario: come dire, il nemico si nasconde nei carri armati dell’esercito amico!

I test finora condotti dalla John Hopkins, pur avendo scoperto il trucco e messo a punto sostanze in grado di svelarlo, non sono ancora riusciti ad avere ragione di un virus che sta davvero facendo storia per quanto è ardua la sfida che lancia alla ricerca. Paradossalmente è proprio la presenza “silente” del virus nelle cellule a rendere impossibile l’azione del farmaco sulle cellule stesse. Una sfida più drammatica delle altre, questa, che però la ricerca americana non intende mollare. Secondo la rivista NATURE è già una grande vittoria quella di aver scoperto il nascondiglio dell’HIV e le sostanze che possono trovarlo. Si tratta di capire come ingannarlo.

admin

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