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Emorragie: una "pillola-spugna" le fermerà

Il Dipartimento della Salute dell’esercito americano lo ha detto fin dal 1945: in guerra, la metà dei decessi viene causata dalle emorragie che seguono un trauma. Molto più che le esplosioni, molto più che le torture. Fermare le emorragie -nell’esercito ma non solo- sarebbe una vittoria incredibile per la medicina. Basti pensare a quante vite umane dipendono da questo, incluse tante morti di parto nei Paesi meno sviluppati!

L’esperimento più recente in materia non è ancora perfezionato per quest’ultima situazione, sebbene per altri tipi di emorragia sia già stato riconosciuto valido negli Stati Uniti: parliamo della “pillola-spugna”. Effettivamente grandi come una pillola, questi nuovi dispositivi ideati in USA si iniettano in una ferita particolarmente cruenta e lì cominceranno a gonfiarsi, tappando la lacerazione e assorbendo allo stesso tempo il sangue. In questo modo è possibile fermare il sangue per 4 ore, dando il tempo ai soccorsi di intervenire.

La pillola impiega 20 secondi a cominciare la sua espansione e basta solo il contatto con il sangue, ma anche con altri fluidi corporei. In base alla gravità della ferita si potranno usare una, tre o più “pillole”. Si pensi che un applicatore con 92 pillole-spugna può assorbire circa 300 millimetri di fluidi. Prima dell’intervento medico, la pillola divenuta ormai spugna viene rimossa (per trovarla si usa un marcatore visibile ai raggi X) lasciando il campo libero alle mani del medico per ricucire il tutto. Si sta pensando anche alla possibilità di usare questo dispositivo per le emorragie o per i versamenti di liquido interni al corpo, anche se per adesso si stanno valutando i pro e i contro della cosa.

admin

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