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Terapia psicologica del terzo millennio: arriva via Skype

E se lui mi lascia o se lei mi tradisce nell’era post-spaziale del 2014? Il dolore è identico a quello del 1950, ma in più deve scontrarsi con una realtà diversa e per certi versi più crudele. La fine di un amore nei tempi moderni si lega a conseguenze anche economiche, in piena crisi di soldi e di valori, e diventa un dolore doppio. Spesso un gesto di follia. Gli psicologi italiani, da tempo stanno sperimentando il dialogo via web per capire se i nuovi mezzi possono aiutare meglio e come.

E proprio da un’idea del Servizio Italiano di Psicologia Online nasce la terapia via Skype. Il famoso sistema di comunicazione a distanza, basato su una semplice videocamera e una rete Internet già permette a molti cuori di rimanere in contatto: genitori con figli lontani, padri separati con i propri bambini, innamorati e così via. Dunque perchè non usare lo stesso metodo per aiutare chi perde l’amore della propria vita? L’idea è quella di iniziare con un esperimento: pochi incontri per rompere il ghiaccio e poi vedere come va. L’aiuto della webcam permette al medico di avere un approccio più completo (anche visivo) col paziente e al paziente di farsi aiutare nonostante le distanze.

Inoltre, grazie a Skype, si possono formare anche gruppi di terapia che interagiscono tra loro e con il medico -anche da città diverse dell’Italia- e la condivisione dei problemi in gruppo è già terapia. Skype può funzionare anche nelle terapie in cui le due parti preferiscono non incontrarsi, ma confrontandosi a distanza si sentono comunque rassicurate. Gli incontri sono già stati programmati e partiranno tra maggio e giugno, avranno una durata di 90 minuti (20 euro a seduta) e si potrà partecipare alle selezioni per essere tra le prime “cavie”, selezioni che si svolgeranno dal 21 aprile al 5 maggio. Per parteciparvi sarà necessario compilare una scheda .

admin

0 Commenti

  1. grazie gentile redazione per avere riportato parte del nostro comunicato stampa, devo però rettificare alcune inesattezze importanti.
    Il SIPO non effettua terapie di coppia ma vuole creare dei gruppi di sostegno psicoeducativo rivolti a singoli individui che sono usciti da una relazione di coppia.
    Tra i nostri altri numerosi servizi c’è anche quello riservato al sostegno psicologico su una ampia gamma di problematiche, ma sempre e comunque a livello individuale.
    grazie e buon lavoro
    Luca Mazzucchelli

  2. Purtroppo in Italia siamo leggermente indietro rispetto ad altri paesi a causa della poca cultura informatica delle menti over 50.
    Come dimostrano gli studi di altri paesi, dobbiamo colmare un ritardo di 10 anni.

    Fortunamente ci sono diversi pionieri! 🙂

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