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Psicologia: quella "pigrizia" che in realtà si chiama dislessia

Sono nomi che avete già sentito: dislessia, discalculia, disgrafia… Li avete sentiti a scuola, in TV, in bocca ai genitori dei compagni dei vostri figli e fanno un po’ paura perché indicano un problema. I Disturbi Specifici dell’Apprendimento corrono su un confine sottile che spesso viene confuso con la pigrizia, o al contrario che spesso è pigrizia vera e propria ma viene confuso con un disturbo specifico. Non è facile capire questo problema nei bambini. Non è facile per loro, per i compagni, meno che mai per un genitore, ma proprio per questo va fatta molta più attenzione del normale e vanno accettate tutte le ipotesi del caso senza arrabbiarsi o sentirsi sminuiti. Molti genitori protestano quando una maestra li invita a parlare con uno psicologo. “Mio figlio non è pazzo!”, li senti dire, seccati.

Ma non si tratta di “pazzia”, si tratta di farsi aiutare, di cogliere i segnali di un problema e risolverlo per tempo. Come si fa a capire se il ragazzino è solo svogliato o se ha bisogno di un aiuto psicologico?
Affidarsi agli esperti è fondamentale. Uno psicologo sottoporrà il bambino a dei controlli specifici. Una volta esclusi fattori come problemi all’udito, alla vista, problemi di ritardo, problemi di disattenzione si potrà capire se il disturbo dell’apprendimento esiste davvero. In assenza di tutte queste cose, in un ambiente privo di distrazioni, il ragazzo dovrebbe poter leggere e scrivere senza problemi. Se non ci riesce comunque, allora si deve indagare a fondo e capire perché.

L’aiuto delle maestre è importante perché loro prima di altri possono cogliere i sintomi principali dei disturbi che sono: lettura rallentata e stentata, confusione nel riconoscimento di suoni o lettere simili (es. la “b” con la “p”, la “n” con la “m”) lettere scritte al rovescio, omissioni e inversioni di lettere in una parola (MATRELLO invece di MARTELLO), difficoltà nell’uso delle doppie, persistenti esitazioni nell’uso dell’“h” e di altre regole grammaticali … per quanto riguarda dislessia e disgrafia. Per il calcolo, la discalculia si manifesta con la necessità di usare le dita nei calcoli a mente o l’impossibilità di memorizzare le tabelline anche dopo molti tentativi.

admin

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