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Autismo e musica: la lingua speciale di Kyle

L’autismo, questo disturbo difficile da capire e da gestire, che rinchiude esseri umani in una dimensione oscura dalla quale nulla pare possa tirarli fuori. Persone ipersensibili, con emozioni talmente forti che invece di esplodere verso l’esterno implodono. Eppure persone capaci di sorprendere, come Kyle, giovane inglese a cui l’autismo fu diagnosticato a 3 anni.

Nato come un bambino normale, sebbene in leggero ritardo rispetto ad altri, passati i 3 anni Kyle si è ritirato dal mondo e ha smesso di comunicare. Autismo, dissero i medici, o meglio sindrome di Asperger. Un calvario per lui e per la sua famiglia finchè, grazie all’aiuto della madre e dei fratelli, Kyle non ha trovato una “via di fuga” da quel blocco interiore: la musica. Grazie alle note comunicava e comunicava a livelli incredibili, al punto da impressionare anche i discografici. Il suo primo CD è appena uscito, si chiama BEYOND THE SINTAX e raccoglie due anni di “comunicazione canora”.
E canta bene, Kyle, che oggi ha 27 anni e un sito tutto suo (KYLECOLEMAN.CO.UK) dove è possibile conoscere la sua storia, ascoltare qualche assaggio delle sue canzoni e … perchè no, diventare suoi fans!
Kyle è l’ennesima dimostrazione che la chiusura degli autistici non è definitiva ma è solo un blocco che cerca disperatamente una via di espressione verso l’esterno. E’ una “lingua” a parte… come noi usiamo le parole e i gesti loro usano i numeri, la musica, il disegno, i rumori. Basta solo trovare la chiave giusta, che è più facile a dirsi che a farsi, ma non impossibile.

admin

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