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Psicologia: Facebook ci dà l'orgasmo con un "clic"

Se Facebook vi piace al punto da non poter fare a meno di controllarlo in ogni istante della vostra vita, possibilmente soffrite di un nuovo tipo di dipendenza che gli studiosi hanno già ribattezzato “Like Syndrome”, la sindrome del “mi piace”. Cliccare “mi piace” sotto i commenti altrui è la prima e più comune mossa partecipativa alla vita “sociale” di questo e di altri network ma a volte crea una forma di sudditanza simile alle dipendenze da droga.

In Italia abbiamo oltre 21 milioni di utenti su una popolazione di 55 milioni, quasi la metà del Paese dipende da Facebook o da Twitter come dipende dall’aria che respira. L’86%, la percentuale più alta al mondo col primato degli adolescenti ma con ampia partecipazione anche dei quarantenni. Uno studio di IMR Ricerche realizzato su un campione di 100 persone ha verificato che il 38% degli intervistati ammette di usare i “social” in modo esagerato ma solo il 6% ammette una certa dipendenza. Intanto sempre più persone (mamme preoccupate, ma anche mogli o mariti) si rivolgono agli psicologi chiedendo aiuto per i propri cari che ormai passano la vita “connessi” via computer o via telefono.

Il fatto è che Facebook e Twitter ci permettono di realizzare situazioni che ci rilassano, che cancellano i nostri pensieri: spiare gli altri o esprimere i nostri pensieri agli altri. O entrambe le cose. In un modo o nell’altro, ci donano sensazioni piacevoli, al punto che un 3% degli intervistati dichiara senza timore di esagerare che ogni “mi piace” è come un piccolissimo orgasmo! E forse non esagerano affatto: quando proviamo soddisfazione, il nostro organismo rilascia dopamina, il neurotrasmettitore che viene anche coinvolto nei fenomeni di dipendenza. Gli studi hanno verificato che ad ogni clic su “mi piace” di Facebook il corpo rilascia minuscole scariche di dopamina. Certo è che la dipendenza da Facebook e simili nasce da disagi molto più profondi (timidezza, insicurezza, curiosità morbosa) che vengono in tal modo amplificati invece che curati. Per trovare un aiuto ci si può rivolgere all’ A.I.D.A. (associazione italiana discipline analogiche) che si avvale di psicologi iscritti all’Ordine Nazionale, analogisti e consulenti specializzati.

admin

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