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Scambio di embrioni al "Pertini": panico tra le coppie

Lei ha denunciato l’ospedale quando ha scoperto di avere in grembo due gemelli non suoi. Loro forse lo denunceranno per essere stati “derubati” proprio di quei bambini che avevano tanto voluto, e per avere i quali si erano sottoposti a fecondazione assistita quel maledetto 4 dicembre 2013 quando è successo di tutto al “Sandro Pertini” di Roma. C’è panico, oggi, tra le coppie che quel giorno si sono sottoposte al trattamento … ma anche tra quelle che vi si sono sottoposte in altre date.

Ci si chiede ancora: come è potuto succedere? E soprattutto: quante volte è potuto succedere? Coloro che sospettano di essere i veri genitori di quei gemelli oggi vogliono, giustamente, tutti gli accertamenti per “evitare che possano rimanere dubbi“. La donna che li porta in grembo vuole tenerli, ma loro vorrebbero invece che alla nascita si chiarisse tutto e si restituissero i bambini ai legittimi genitori. E che succede se, al contrario, gli ovuli della donna impiantati altrove non siano giunti a termine? Lei perderebbe sia i gemelli che la speranza di avere un figlio suo. Per questo nè lei nè il marito hanno intenzione di procedere per vie legali.
Un pasticcio all’italiana che però sta per diventare un dramma vero, per i bambini e per le persone che li hanno generati. Intanto si sono svolti i test su tutte le coppie coinvolte il 4 dicembre e i risultati dovrebbero essere conosciuti tra pochi giorni. Anche il Ministero della Salute, guidato da Beatrice Lorenzin, sta sollecitando la regione Lazio affinché acceleri le procedure necessarie per avere tutti i documenti e i dati e affinché si possa attuare la procedura di certificazione standard nazionale in tutti i centri d’Italia. Occorrono regole precise perchè una situazione del genere non si verifichi più.

admin

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