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Scambio di embrioni: stop alle fecondazioni del "Pertini"

Stop alle fecondazioni dei laboratori dell’ospedale “Sandro Pertini” di Roma. Il nosocomio, coinvolto nello scandalo recente dello scambio di embrioni avvenuto lo scorso dicembre, ha dovuto sospendere le visite e le procedure sulle nuove coppie in attesa che si svolgano tutte le indagini del caso su quanto accaduto. Tanto per cominciare, la direzione ha nominato un nuovo capo della Procreazione Medicalmente Assistita; in secondo luogo si è cominciato a far chiarezza sullo scambio avvenuto a dicembre.

Sarebbe stato un errore di omonimia. Le due coppie coinvolte avevano cognomi molto simili e le etichette sono state confuse. Da una prima inchiesta interna non risulterebbero altre coppie coinvolte, a parte le due che oggi si contendono i gemelli in grembo alla donna che per prima ha fatto la denuncia. Non è prevista alcuna accusa di reato in quanto -ormai è chiaro- si tratta di un errore umano commesso in buona fede, ma potrebbero esserci conseguenze in sede civile per il futuro dei due gemelli. La donna che li porta in grembo vorrebbe tenerli, ma i legittimi genitori potrebbero rivolgersi alla legge che li tutela.

In tutto questo c’è anche il dramma della signora che non sa che fine abbiano fatto i suoi ovuli fecondati. Sono stati impiantati bene? Stanno crescendo? Rischiano l’aborto? Che succederebbe se questi altri bambini si perdessero e non si potesse effettuare lo scambio legittimo alla nascita? Gli addetti ai lavori cercano di gettare acqua sul fuoco, ricordando che in trent’anni di fecondazioni assistite, con centinaia di questi interventi ogni anno, questo è il primo “incidente” del genere e per di più dovuto a una casualità rarissima. Il ministro Lorenzin tuttavia auspica maggiori misure di regolamentazione e sicurezza per il futuro.

admin

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