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Le nostre ossa "attirano" le metastasi: lo ha scoperto un microchip italiano

Spiare il tumore per capire, in anticipo, come e se si svilupperà. La nuova arma di prevenzione risiede in un minuscolo chip ideato da un lavoro di squadra, tra i ricercatori italiani dell’Irccs Galeazzi di Milano e quelli americani del MIT di Boston. Il piccolo dispositivo è stato creato con una struttura simile a quella delle ossa umane e in essa sono state impiantate cellule staminali in grado di generare ossa e vasi. Dopo di che sono state impiantate al suo interno anche delle cellule tumorali e si è studiato il modo in cui esse si espandono creando le metastasi.

Si è cercato di capire se ci fosse un percorso logico, in questa diffusione, perchè diversi studi notano che -ad esempio- i tumori del seno si diffondono quasi sempre o al cervello o alle ossa. Come mai proprio lì e non altrove? Vale lo stesso per altri tumori? Hanno, cioè, una meta predefinita dove emigrare sotto forma di metastasi? Il microchip “biologizzato” deve rispondere anche a queste domande. E in parte ha già risposto a una delle più importanti.

I ricercatori hanno infatti notato che la molecola ossea CXCL5 funziona come una calamita e attira verso di sé il recettore CXCR2, presente nelle cellule tumorali. Dunque sono le nostre stesse ossa che “invitano” il tumore a invaderle… una scoperta eccezionale e utilissima perchè da ora in poi sappiamo come e perchè la malattia si diffonde, per lo meno riguardo alle ossa. Di conseguenza si potranno formulare nuovi tipi di farmaci per prevenire le metastasi e si potrà cercare un’azione simile anche in altri tipi di cancro, per capire la direzione che prenderanno prima ancora che la prendano. Con le risposte già in possesso della ricerca, ad oggi, si prevede che si potranno salvare il 70% delle vite umane, in pazienti colpite da tumore al seno.

admin

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