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Una donna abortisce a Roma: sotto accusa un calmante assunto poco prima

Che succede alla sanità del Lazio? In particolare, nella capitale d’Italia, Roma, qualcosa non funziona più per il meglio. Sono infatti troppe le azioni compiute con poca attenzione da medici, infermieri e guardie mediche a giudicare dai dati delle denunce degli ultimi mesi. La più recente, e inquietante, quella di una donna incinta del suo terzo figlio che avrebbe abortito dopo la prescrizione di una medicina sbagliata.

E’ successo presso una guardia medica romana, il 24 aprile scorso, ma la notizia è venuta allo scoperto oggi in quanto sono in corso indagini importanti per stabilire responsabilità e fatti. Pare che la donna, incinta al settimo mese, abbia fatto ricorso alla guardia medica per curare degli anomali gonfiori a braccia e gambe. Il medico di turno quel giorno le ha prescritto un calmante e all’inizio sembrava che il problema fosse rientrato ma poco dopo sono sorte complicazioni che hanno portato all’aborto.

Gambe e braccia si sono sgonfiate grazie alla perdita di liquidi, ma oltre a queste perdite la donna ha cominciato ad averne altre e non legate alla ritenzione idrica. Capita la gravità del fatto, è corsa subito in ospedale dove purtroppo si è solo potuto procedere al raschiamento … il bambino che portava in grembo era morto. La donna, madre di altri due bambini, ha collegato quel dramma con i disturbi avuti subito dopo l’assunzione del calmante e ora sarà la polizia a stabilire se c’è un nesso e -in quel caso- come e perchè si è compiuto un errore così grave.

admin

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