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Ictus: attenti alla tempesta solare

L’ictus potrebbe avere una ulteriore causa, fino ad oggi mai sospettata: le tempeste solari. O meglio, le eruzioni solari che generano tempeste elettromagnetiche sulla Terra, fenomeni che dal 2010 in poi sono stati molto frequenti. Alcuni ricercatori della Nuova Zelanda hanno scoperto, un po’ per caso, come durante queste manifestazioni naturali il rischio di ictus aumenti discretamente.

Si parla di persone già predisposte, dunque sofferenti di particolari malattie, che vedono il rischio di subire un ictus durante una tempesta elettromagnetica aumentare del 20%. Ma anche le persone sane possono correre qualche rischio, dunque è bene saperne di più. Ciò che ha colpito gli scienziati neozelandesi è stato proprio questo aumento del rischio in un periodo relativamente breve, poche ore … qualche giorno. Come fa una esposizione così breve alle onde elettromagnetiche a sconvolgere un organismo?

Le tempeste elettromagnetiche più clamorose si verificarono nel 1959 (tutti i telegrafi del mondo andarono in tilt) e nel 1989, con numerosi black-out di cui uno lungo 9 ore in Canada. Il 2014 è un altro anno di intensa attività eruttiva solare, per cui sono previste tempeste di questo genere nell’arco di quest’anno e sarà un’occasione per capire meglio il fenomeno. Le cause dell’aumento del rischio ictus sono sconosciute, ancora, fino ad oggi si è notato soltanto che in periodo di tempeste solari l’età media dell’ictus scendeva a 65 anni mentre di solito è superiore ai 70. Possibilmente, le tempeste alterano il nostro rapporto con i fluidi del corpo, infatti anche il cuore altera il ritmo del pompaggio poche ore prima e poche ore dopo una tempesta solare. E dato che non c’è modo di “ripararsi”, durante queste tempeste, l’unica cosa che si può fare è monitorare con più attenzione i cardiopatici e le persone a rischio ictus in quei giorni speciali.

admin

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