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Epatite C, il ministro vuole rendere le cure accessibili a tutti

L’epatite C è un nemico nascosto: nasce da un virus, lo HCV, che è trasmesso per contatto diretto con il sangue infetto, attraverso trasfusioni, scambio di siringhe, attrezzi medici non igienizzati. Il virus si presenta senza sintomi ma attacca il fegato fino a cicatrizzarlo e a scatenare cirrosi e, col tempo, anche tumori. Al momento si stima che nel mondo ci siano tra i 130 e i 170 milioni di malati, con il virus che permane nel fegato almeno nell’85% delle persone infette.

Ma se esiste una soluzione, il ministro della Salute Beatrice Lorenzin intende usare tutte le carte a disposizione per metterla a servizio della popolazione e per questo promette di rendere accessibili tutti quei farmaci che possono alleviare o guarire la malattia, in Italia. Si sta lavorando a un piano nazionale per ampliare una terapia anti epatite C per chiunque ne abbia necessità, sebbene attualmente tale terapia sia costosissima e poco accessibile. Oltre a ciò, i farmaci dei quali è costituita non si trovano ancora sul mercato italiano.

Il ministro Lorenzin comunque non si arrende. Si informerà, porterà avanti trattative sul prezzo, perchè “E’ inaccettabile che le cure siano selettive e date solo ad alcuni pazienti e non ad altri“. La buona volontà c’è tutta ma non sarà un cammino facile e probabilmente saranno necessari “sacrifici” mentre si cerca un compromesso. Il compromesso che ha in mente il ministro è un accordo con il quale le aziende farmaceutiche possano finanziare la ricerca ma che allo stesso tempo non porti alla bancarotta. Un equilibrio è necessario perchè quello stesso principio che renderebbe accessibili i farmaci che oggi possono curare l’epatite C un domani potrebbe rendere accessibili i trattamenti per tante altre malattie degenerative.

admin

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