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Parto quadrigemellare in un campo profughi africano

Taghri e Massaya scappavano dal terrore e dalla povertà del Mali. Sono fuggiti insieme ai loro 6 bambini per cercare una casa sicura e lontana dalla guerra e l’hanno trovata presso il campo di Medici Senza Frontiere in Mauritania. Quando sono arrivati, Taghri era incinta e non vedeva l’ora di dare la vita al nuovo bambino che aveva portato dentro di sé attraverso deserti e foreste. Ma il parto è stato anticipato … e non per la fatica o per lo stress del viaggio, quanto perchè i bambini erano quattro!

Un parto gemellare, un record, perchè qui nell’Africa sperduta sicuramente non esistono le cure per la fertilità e i quattro gemellini non sono nati da nessuna fecondazione in vitro. E’ tutto naturale e sa tanto di miracolo, dato che una tale potenza di vita arriva in un campo che accoglie disperazione. I bimbi -che sono tre maschi e una bambina e si chiamano Aboubakrine, Fatim, Ousmane e Oumar- stanno bene anche se sono piccolissimi. Alla nascita pesavano poco più di 1,5kg a testa, oggi però il più piccolo ha raggiunto i 3kg di peso e pare che le cose andranno sempre meglio.
Certo, ora i genitori dovranno crescere 10 figli che non è nemmeno un problema in Africa, dove le famiglie sono ancora abituate ad aiutarsi tra loro, ma Massaya e sua moglie sono lontani da casa e non sanno quando potranno tornarvi. Ma non si arrendono. Lui sogna di aprire un piccolo negozio, lei sta già pianificando la nuova vita da condurre in Mali appena la situazione migliorerà. Intanto accettano con dignità l’aiuto dei medici e delle infermiere europei che celebrano questa nascita come un segno di speranza e sono ben felici di fare da “zii” ai quattro gemelli figli del miracolo. Un evento che sottolinea ancora una volta quanto sia preziosa la presenza di MSF in un continente in cui un parto normale è già a rischio di suo, figurarsi un evento eccezionale come questo. Senza il campo Senza Frontiere, forse questi bimbi non sarebbero mai nati vivi.

admin

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