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Colesterolo: statine e anticorpi per sconfiggerlo

La parola colesterolo viene dal greco e significa “bile solida”. Indica una molecola naturale, che abbiamo tutti e che viene anche prodotta dal nostro corpo in modo assolutamente normale per aiutare la crescita cellulare e sintetizzare gli ormoni. Ma quando il colesterolo diventa troppo, quando viene prodotto in eccesso, è un problema che tutti conosciamo, l’incubo delle analisi di ciascuno di noi. Avere il colesterolo alto significa andare incontro a disfunzioni cardiocircolatorie, nel tempo, e per questo va contrastato sul nascere.

La terapia per tenere a bada il colesterolo è a base di statine, a medi o alti livelli. In questo modo il corpo riequilibra la produzione della molecola e si riescono a contenere o ad eliminare i danni. Se le statine vengono combinate a loro volta con un anticorpo monoclonale (Evolocumab), la loro reazione si intensifica e il colesterolo cala due volte più in fretta. Lo ha scoperto un team di ricerca dell’Università dell’Iowa, con uno studio pubblicato sulla rivista JAMA e condotto in 17 Paesi del mondo su oltre 2.000 pazienti.

Si è puntato lo studio in particolare sulle statine atorvastatina, rosuvastatina e simvastatina. Il gruppo è stato suddiviso in due sottogruppi, di cui solo uno riceveva la terapia combinata e l’altro un semplice placebo. Rispetto al secondo gruppo, chi aveva ricevuto il trattamento con la combinazione statine-Evolocumab ha mostrato effetti clinici molto interessanti con un calo del colesterolo LDL-C compreso tra il 66% e il 75% (con una riduzione mensilmente compresa tra il 63% e il 75% se si aumentavano i livelli di statine). In più, i soggetti non registravano conseguenze, complicazioni o effetti collaterali di nessun tipo.

admin

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