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Cristiani, ebrei e musulmani insieme per la salute dei bambini

Uniti nel nome della salute. Andare oltre i limiti che sembrano esistere tra le culture per agire tutti insieme nel nome del benessere dei bambini. Nell’Italia multiculturale, l’iniziativa del policlinico “Gemelli” che si svolgerà lunedì 19 maggio alle ore 19.00 presso l’Aula Brasca, ha un significato molto importante. Interverranno Lorella Congiunti a rappresentanza della Pontificia Università Urbaniana, Riccardo Di Segni (Rabbino Capo di Roma) e Abdellah Redouane (Segretario Generale del Centro Islamico Culturale d’Italia).

L’iniziativa, che si svolge all’interno del progetto “Child always first: una finestra sul Bambino per guardare il Mondo”, si inserisce nella serie di eventi che ha avuto inizio in marzo per concludersi soltanto a dicembre e indirizzata, come dice il titolo, proprio a mettere al centro le esigenze dei bambini che “vengono prima di tutto”. La salute dei più piccoli deve rendere partecipi tutti, ed è importante che questo dialogo coinvolga le religioni perchè sono sempre più i piccoli stranieri che arrivano nel nostro Paese soli e orfani e la loro cura viene affidata alle comunità religiose a cui appartengono. E’ utile anche superare certi pregiudizi che, ad esempio, impedirebbero ai fedeli di altre religioni di curarsi in un ospedale cattolico e viceversa, o altri che credono che alcune pratiche mediche siano contrarie alle leggi di Dio. Capirsi, a livello umano, per sentirsi bene insieme in una società che accolga tutti. “Child always first” si rivolge anche agli studenti di medicina e chirurgia e ai medici in formazione, agli operatori sanitari, ai pediatri, ma naturalmente anche ai malati e ai semplici cittadini che vogliono tutelare il bene delle future generazioni nel comune interesse. Per raggiungere lo scopo si farà ricorso a libri, film, incontri, riflessioni, testimonianze.

admin

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