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Vaccino italiano anti HIV: brevetti concessi per un anno alla Vaxxit

L’Italia sta lavorando ormai da anni su un possibile vaccino anti AIDS e già in gennaio, presso l’Università di Brescia, si erano avuti i primi riscontri positivi. Più che un vaccino appare come una vera e propria cura, dato che fino ad oggi ha avuto i suoi effetti su persone in cui il virus HIV era già manifesto, ma da questa formula potrebbe comunque essere ricavato anche un vaccino. Il problema sono i fondi, che stanno per terminare. E bloccare questa ricerca proprio ora non sarebbe affatto positivo.

E’ anche per questo che l’Istituto Superiore della Sanità ha pensato di cedere per 18 mesi i brevetti sul potenziale vaccino a un’azienda privata, allo scopo di “reperire i fondi necessari e non fermare la ricerca“. L’azienda è la VAXXIT SRL, nata anche per sostenere con capitali privati le fasi di sviluppo dei progetti scientifici pubblici secondo una procedura che viene riconosciuta anche dall’Unione Europea e che mira appunto a non perdere tempo e risorse preziose. Il vaccino attualmente costerebbe intorno ai 40 milioni di euro e la fase di completamento è ancora lunga, dunque occorreva un modo di garantire la continuazione del lavoro.

Alla Vaxxit lavora anche la dottoressa Barbara Ensoli, ricercatrice esperta in materia che ha partecipato al lavoro di base per la creazione di questo medicinale e porta con sé la grande esperienza che può garantire una sicurezza in più, nel processo di ricerca e raccolta fondi. Sarà suo compito convincere, con argomentazioni mirate, gli investitori a donare i loro soldi alla ricerca e nel contempo il suo apporto permetterà di continuare a lavorare sul vaccino con il ritmo di prima. L’accordo tra pubblico e privato, in fase di definizione nei prossimi giorni, lascia i brevetti all’ISS ma permette al privato Vaxxit di utilizzarli “in prestito” per un anno e mezzo allo scopo di sostenere la ricerca per gli anni a venire.

admin

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