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Mondiali avvelenati: sostanze cancerogene nell'abbigliamento dei calciatori

I mondiali di calcio scaldano i motori, si sta per partire con la manifestazione più esaltante che coinvolgerà le nazioni di mezzo mondo e che avrà come palcoscenico il mitico Brasile. Eppure tante ombre stanno già piombando sullo spettacolo “più bello del mondo”. Prima i ritardi e gli sprechi infrastrutturali del Brasile, poi il sospetto di inquinamento in molti prodotti di marca, oggi la conferma di quest’ultima notizia che viene direttamente da Greenpeace.

Gli attivisti verdi denunciano la presenza, in alcuni prodotti di merchandising per i mondiali, di sostanze chimiche pericolose. Parliamo di aziende di grido, molto note, come Adidas e Nike, come Puma, produttrici di magliette, calzoni, scarpe ma anche guanti per i portieri, palloni. Le analisi volute da Greenpeace hanno accertato la presenza, su palloni e scarpe Adidas, di altissimi livelli di PFC (perfluorocarburi), ben 14 volte superiori ai limiti che aveva deciso la stessa azienda. Per condurre la ricerca Greenpeace si è avvalsa di laboratori indipendenti, di centri di ricerca seri e affidabili e privi di qualsiasi ideologia proprio per avere risultati credibili. E i risultati dicono senza ombra di dubbio che l’inquinamento c’è, eccome.

Perfluorocarburi (PFC) , Nonilfenoletossilati (NPE), Ftalati e Dimetilformammide ( DMF) … tutte sostanze chimiche potenzialmente pericolose, facili da disperdere nell’ambiente e difficili o impossibili da smaltire al punto che alcune passano anche nella catena alimentare. Diverse sono considerate cancerogene. Alcuni dei PFC più tossici in assoluto sono presenti in almeno 17 delle 21 scarpe da calcio e su quasi tutti i guanti da portiere … perfino il pallone ufficiale del mondiale, “Brazuca” dell’Adidas, risulta fortemente contaminato. Attenzione anche alle scarpe “Predator” della stessa marca e di quelle “Tiempo” di Nike. Pure la maglietta Adidas e i guanti Puma registrano livelli allarmanti di Ftalati (15%) e se si pensa che sono sostanze nocive per la pelle e che vengono a contatto non solo con essa ma con l’acidità del sudore si capisce come i danni potrebbero essere veramente gravi, seppure non nell’immediato ma negli anni a venire. Atleti e società dovrebbero dunque vigilare, così come i cittadini che comprano la divisa da calcio al bambino … ma devono vigilare soprattutto i governi e le aziende che espongono a tali pericoli i propri lavoratori e gli sportivi.

admin

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