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Tatuaggi, moda passeggera: uno su tre lo fa cancellare

Tatuaggi, che passione! Sì, ma … temporaneamente. A quanto risulta dalle statistiche recenti, almeno un tatuato su tre cambia idea e si sottopone ai raschiamenti per cancellare uno o più disegni sulla pelle. Le donne, in maggioranza, cancellano nomi e frasi d’amore legati a storie finite male, gli uomini cancellano segni e simboli che possono inguaiarli al lavoro. In ogni caso, no, il tatuaggio non è per sempre come si vuole far credere.

Quest’arte, giunta dal Pacifico e molto diffusa presso alcune tribù locali (come i Maori, in Nuova Zelanda) era in passato un processo lungo, dolorosissimo e potenzialmente letale, a causa delle infezioni, che indicava appartenenza ma anche coraggio da parte di chi vi si sottoponeva. Oggi il tatuaggio è moda, moda in eccesso… basta guardare i corpi dei calciatori, cancellati da veri e propri “manifesti” di colore. Eppure questa moda nasconde insidie, come il pericolo degli aghi non sterilizzati, il pericolo dell’intossicazione dovuta a troppo inchiostro in circolo e il pericolo di un pentimento che comporta la cancellazione -dolorosa- del disegno.

Nel mondo, oggi, ci sono circa 20 milioni di persone tatuate, di cui in Italia un milione e mezzo. Per cancellare un tatuaggio si usa la terapia laser che, di per sé, non è dannosa o dolorosa ma porta conseguenze che possono anche irritare la pelle. Da bandire invece il “metodo tedesco” che usava una sostanza a iniezione sottocutanea, lo Skinial, a base di acido lattico che pare possa avere conseguenze peggiori e che, per violazione del codice del consumo, è stata vietata in Italia.

admin

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