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Stamina: è morta la piccola Rita, per la quale il tribunale ordinò le cure

Non ce l’ha fatta la piccola Rita, la bimba siciliana di 2 anni malata di morbo di Niemann Pick e ultimo simbolo di Stamina. Suo il caso che aveva riacceso le polemiche dopo che il tribunale della sua città, Ragusa, aveva ordinato agli Spedali di Brescia di riprendere le infusioni interrotte. In particolare, il tribunale si rivolgeva al direttore generale degli Spedali Civili, Ezio Belleri, ordinando al manager di verificare la disponibilità di medici che praticassero la cura di Davide Vannoni sulla bimba.

Come si sa, ormai il nosocomio bresciano è al limite di sopportazione, travolto da scandali e da ordinanze di tribunale. La Corte Europea aveva messo un punto fermo a questa polemica continua, dichiarando che i tribunali non devono autorizzare le cure e che non autorizzandole non ledono alcun diritto. Ma l’ordinanza di Ragusa era arrivata poco prima questa dichiarazione e i genitori di Rita speravano ancora. Inutilmente, purtroppo per loro e per la loro bambina che si è spenta all’alba di ieri.

Rita è la prima dei 34 pazienti in cura col metodo del professor Davide Vannoni a morire dopo la interruzione delle infusioni. L’anno scorso era già morta una bambina, ma non era mai arrivata a sottoporsi alle cure. Rita invece aveva già fatto infusioni e -giurano familiari e medici di loro conoscenza- i miglioramenti c’erano stati, anche se non tali da garantire una certezza assoluta. Da qui, la richiesta disperata dei genitori di riprendere quelle cure che stavano dando un po’ di sollievo alla loro piccola, ma il loro caso si è scontrato col peggior periodo per la storia di Vannoni e della sua fondazione e i problemi legali e scientifici che hanno fermato questa macchina delle infusioni staminali (di cui ancora troppi misteri rimangono da sciogliere) hanno determinato l’impossibilità anche solo di tentare. Un tentativo dettato dalla disperazione, come molti dei pazienti di Stamina. E proprio su questo presunto sfruttamento della disperazione si basano molte delle accuse.

admin

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