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Importante scoperta italiana sulla Distrofia Muscolare

La “Distrofia Muscolare” non è una sola malattia ma un gruppo di patologie muscolari neurodegenerative, che attualmente interessa l’1% della popolazione italiana, e che portano a indebolimento o paralisi della massa muscolare e alla morte per infezioni o per blocco cardio-respiratorio. Data la varietà del problema si conoscono molte cause che lo determinano, in modi diversi, ma ancora non esiste una terapia risolutiva. Tuttavia, grazie allo studio condotto dai ricercatori dell’Istituto di Chimica Biomolecolare del Cnr di Pozzuoli (Napoli) oggi possiamo parlare di speranze importanti.

La ricerca italiana è stata considerata anche dalla prestigiosa rivista PNAS che ne ha pubblicato il procedimento e i risultati. In pratica è stato identificato un recettore degli endocannabinoidi che ha funzione rilevante nel processo di formazione del muscolo scheletrico. I ricercatori di Pozzuoli, per la prima volta in assoluto, hanno identificato il ruolo di differenziamento delle cellule gestito da una proteina e una volta identificato “l’interruttore” centrale di tutto il processo si può cominciare a studiare un farmaco che agisca solo su esso.

La possibilità di controllare e gestire dall’esterno il ruolo di questa proteina significherà gestire il processo di rigenerazione dei tessuti, del movimento, dell’invecchiamento delle cellule a causa della malattia. Potrebbe essere questo, insomma, il lasciapassare per arrivare a una terapia unica che riesca a curare tutte le forme di distrofia (la Duchenne, la Becker, la Miotonica…) e con esse anche altre malattie degenerative legate allo sviluppo muscolare. Le distrofie costringono sulla sedia a rotelle o a letto tante persone con prospettive di vita poco rassicuranti. Finora si è mirato a lenire i sintomi, ma da oggi si potrà finalmente cominciare a parlare di cura.

admin

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