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Poche gocce di sangue per individuare in tempo la "mucca pazza"

Vi ricordate il morbo della Mucca Pazza? Quella misteriosa malattia che si manifestava con tremori e convulsioni e che portava alla morte, a causa dell’ingestione di carne di bovini malati, era una trappola per due motivi ben precisi: primo, la mancanza di una cura; secondo, la sua lunghissima incubazione che può durare anche più di 20 anni. Ciò significa che la persona che si ammala oggi magari ha mangiato una bistecca infetta nel 1994! Capire per tempo quando si manifesterà la malattia significa capire anche come agire e forse migliorare i trattamenti e trovare una cura.

Adesso una novità positiva viene dalla Francia, dalla Scuola Veterinaria di Tolouse. E’ stato messo a punto qui un nuovo test del sangue in grado di scoprire per tempo le proteine malformate che sono legate alla forma umana del morbo di Creutzfeldt-Jakob (vCJD), il vero nome della “mucca pazza”. I laboratori francesi hanno studiato il fenomeno per molti anni ma solo di recente sono riusciti a sviluppare un particolare test ematico che cerca e scova i prioni, responsabili della formazione della malattia, nel sangue delle persone ai primi stadi ma anche degli stessi animali malati.
Gli esperimenti condotti hanno mostrato che la nuova tecnica diagnostica può riconoscere la presenza del morbo sia nelle pecore che nelle scimmie prive di qualsiasi sintomo. Questo è fondamentale perchè la malattia della “mucca pazza” rimane silente e priva di sintomi per decenni prima di esplodere in tutta la sua potenza. Bastano appena 0.05 microlitri di sangue per vedere l’infezione in atto nei macachi e dato che questo tipo di scimmie sono i più simili, a livello di organismo, agli uomini è chiaro che la speranza data da questa scoperta ci riguarda tutti.

admin

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