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Ricercatori perugini trovano possibile nuova cura per la leucemia cronica

Viene da Perugia un nuovo studio sulla leucemia che potrebbe essere preludio a una vera cura soprattutto per chi è affetto dalle leucemie causate dalle cosiddette “cellule capellute”. Una speranza talmente concreta che lo studio -condotto dal dottor Falini e dal suo team- ha ricevuto un premio ed è stato selezionato su oltre 2000 idee presentate da tutto il mondo al XIX Congresso della Società Europea di Ematologia (EHA) che si è svolto nei giorni scorsi a Milano.

Su 2.500 studi, infatti, ne erano stati approfonditi solo sei e di questi sei quello del team perugino è stato considerato quello più valido e interessante. Esso si basa sull’uso di un farmaco nuovo, un cosiddetto “farmaco intelligente” che si chiama Vemurafenib, col quale più del 90% dei pazienti testati ha dimostrato una risposta clinica significativa e in un terzo di loro si è avuta la remissione totale della malattia. Un risultato che i ricercatori considerano “eccezionale” soprattutto perchè la maggior parte dei pazienti entrati in terapia non aveva avuto riscontri con nessun altra terapia precedente.

La leucemia a cellule capellute è una forma cronica di tumore caratterizzata da queste cellule con prolungamenti sulla superficie che somigliano ai capelli. Gli ottimi risultati che si stanno avendo con il Vemurafenib (risposte rapide, in meno di 4 mesi) fanno ben sperare che molto presto si possa avere una terapia completa e che possa presto sostituire alcune delle terapie tradizionali. In futuro, si sta già pensando, si potrebbe usare questo farmaco combinato con le immunoterapie in modo da ottenere delle remissioni complete in numero maggiore. Lo studio, finanziato dall’AIRC e condotto su una trentina di persone, è un successo che sottolinea l’eccellenza della sanità umbra e di Perugia ancora una volta.

admin

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