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Batteri resistenti: trovato il modo di "bucare" la loro armatura

I batteri resistenti alle cure sono il nuovo incubo di medici e pazienti. Cresciuti e “coccolati” all’interno degli ospedali (dove si abituano presto a resistere alle cure) ma soprattutto nelle nostre case, dove si usano antibiotici per curare qualsiasi cosa, anche la febbricola più banale, i nuovi batteri sono diventati forti, aggressivi e non c’è più cura che li fermi. O forse … non c’era. Ora, grazie ai ricercatori britannici della University of East Anglia sta per essere messa a punto una nuova classe di farmaci che pare siano efficacissimi contro questi nuovi nemici ostinati.

E il segreto è quello di coglierli di sorpresa, i nemici. Non aggredire direttamente loro ma distruggere le difese che essi innalzano per coprire indisturbati la propria azione. Questo significa che i superbatteri possono fuggire ma non possono più nascondersi, possono far danno ma non impedire alle cure di entrare e sanare il problema. La forza di questi batteri era quella di capire come agiva il farmaco e sbarrargli la strada. Su questo elemento hanno agito i ricercatori, in particolare osservando un tipo di batterio chiamato “Gram-negativo”.

Si tratta di uno dei più resistenti in assoluto, grazie a una sorta di pellicola biologica che esso costruisce lungo il cammino e intorno a sé per proteggersi dall’azione dei farmaci. Un cappotto difensivo che, se bucherellato, fa andare in pezzi tutto lo schema protettivo e lascia il batterio esposto. I ricercatori inglesi sono riusciti a rimuovere questo ostacolo, a rendere il batterio di nuovo vulnerabile e dunque eliminabile. In parole più tecniche sarebbe stato individuato il percorso e il “cancello” utilizzati dai batteri per trasportare gli elementi della struttura protettiva che si costruiscono intorno. Fermando questo “trasporto”, essi non possono più difendersi e dunque non resistono più alle cure.

admin

0 Commenti

  1. sandro pretolani

    per ora la notizia è molto vaga,ma forse riflette la novità della cosa – data l’importanza dello studio,mi auguro di vedere futuri approfondimenti

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