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Creati dei "cuori in miniatura" per sconfiggere l'ipertrofia cardiaca

L’ipertrofia cardiaca, di per sé, non è un male. E’ la risposta del cuore che si ingrossa quando siamo sotto sforzo (negli sportivi, nelle donne incinte) in modo da permettere al corpo di funzionare al meglio anche in situazioni stressanti. Ma quando l’ipertrofia sorge a seguito di una malattia -come risposta allo stress o all’ipertensione, alle lesioni del muscolo cardiaco o ai neuro ormoni- il discorso diventa serio. E purtroppo incurabile.

Proprio per combattere la versione patologica dell’ipertrofia, si sta lavorando in alcuni laboratori della Scozia per trovare una soluzione e ad oggi pare che si stiano testando dei minuscoli tessuti cardiaci, dei “piccoli cuori” come li ha chiamati subito la stampa. Succede all’Università Abertay di Dundee dove i ricercatori hanno creato questi organi cardiaci in miniatura, partendo da cellule staminali di circa un millimetro, con battito provocato artificialmente. A parte queste manipolazioni, però, il tessuto e le cellule ottenuti sono simili in tutto e per tutto a quelli di un cuore vero, adulto, funzionante.

Grazie ai cuori in miniatura scozzesi, però, potrebbe esserci una nuova speranza soprattutto perchè serviranno come cavie: per lo studio della malattia, per lo studio dei medicinali che possono fermarla, per vedere le reazioni a livello cellulare e così via. Al momento, sebbene siamo solo in fase di laboratorio, la sperimentazione condotta sta dando risultati incoraggianti in modo particolare per i farmaci da usare. Pare, infatti, che esista un farmaco oggi usato come cura anti cancro in grado di fermare l’ipertrofia cardiaca. Maggiori risultati e informazioni nei mesi a venire.

admin

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