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Sarà la "puzza di zolfo" a salvarci dall'ictus

Lo avete sentito sicuramente, almeno una volta nella vita, andando alle terme o in visita su un vulcano attivo. E’ l’odore dello zolfo, così fastidioso e simile a quello delle uova andate a male. Un odore che tolleriamo solo se dobbiamo fare le cure dei fanghi, altrimenti lo rifiutiamo… eppure da questo odore potrebbe venire la futura cura contro l’ictus! L’odore in questione si chiama solfuro di idrogeno ed è un gas.

Una ricerca inglese condotta dalla Exeter University ha capito come utilizzare le proprietà di questo gas per prevenire e forse anche curare l’ictus. A quanto pare esso è in grado di conservare i mitocondri che regolano le infiammazioni e permette la sopravvivenza di cellule stressate o danneggiate da una patologia. Partendo da questo, i ricercatori di Exeter hanno creato un composto chiamato AP39, che si basa sul solfuro di idrogeno e stimola l’energia cellulare facendo sì che si limitino i danni causati da problemi come anche l’ictus. Come funziona tutto questo nello specifico?

Quando le cellule sono stressate per colpa di una malattia grave producono solfuro di idrogeno grazie agli enzimi, ma ne producono quantità minuscole. Quanto basta per stimolare i mitocondri e permettere alla cellula di vivere. Se tale produzione non avviene e il processo non si attiva, la cellula muore. La ricerca inglese è riuscita a riprodurre questo processo in laboratorio, ciò significa che in presenza di cellule danneggiate e impossibilitate ad auto-curarsi, possono intervenire gli uomini dall’esterno. I test hanno dimostrato finora che, nel caso di malattie cardiovascolari, l’AP39 permette la sopravvivenza dell’80% delle cellule mitocondriali e studi precedenti avevano ottenuto risultati simili, legati a questo gas, per i processi di invecchiamento del sistema nervoso.

admin

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