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Il sogno di un papà: la sua bimba "rivive" grazie al computer

La piccola Sophia è nata in Ohio ed è subito stata male. L’emergenza ha costretto i medici a legare le sue funzioni vitali a una serie di macchine e di tubicini che attraverso il naso e la bocca cercavano di aiutarla a sopravvivere. Un mese è durata la sua terribile lotta, minuscola dentro l’incubatrice, con mamma e papà che le scattavano le foto per l’album perchè per loro era bellissima anche così. Poi la malattia si è aggravata, si è trasformata in tumore, e Sophia è morta.

Nella disperazione, i suoi giovani genitori non hanno perso la speranza di realizzare almeno un sogno. Quella bimba che per loro era bellissima, ma che non avevano mai visto in viso (a causa dei tubi e delle bende) volevano ricordarla per sempre con una foto pulita, col faccino bene in vista. Hanno girato la propria richiesta all’immenso mondo del web, dove è subito partita una gara di solidarietà e di grafica, partendo da una delle poche immagini in cui il visetto di Sophia si scorgeva almeno in parte.

In pochissimi giorni, mani esperte e occhi gentili si sono dati da fare per “ripulire” quella foto dai tubi, dai cerotti, dalle macchine ospedaliere. Sono intervenuti giovani studenti, padri amorevoli, grafici professionisti e semplici dilettanti, hanno usato Photoshop, tecniche pittoriche e ricostruttive computerizzate e ogni altro mezzo per “tirar fuori” il visetto delicato di questa bimba vissuta appena 30 giorni, passata sulla Terra come una piccola meteora. Ma che ha lasciato migliaia di ricordi, che oggi i suoi genitori possono sfogliare in un album apposito. Unica curiosità: nessuno ha osato ritoccare i suoi occhi, bellissimi, scuri e luminosi di vita… finché è stato possibile goderla.

admin

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