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Stamina, continuano le infusioni. E il padre di Sofia scrive a Renzi

Stanno continuando le infusioni agli Spedali Civili di Brescia, come se nulla fosse accaduto, come se Vannoni e i suoi non fossero sotto indagine per truffa, come se non ci fossero problemi etici che tengono lontani molti medici dai laboratori Stamina. In questa settimana sono state effettuate due nuove infusioni, principalmente seguendo ordinanze di tribunali locali che cozzano contro quella di Torino che invece pretende la sospensione.

In questo quadro sempre più confuso, il padre della piccola Sofia de Barros, la bimba che ormai privata delle infusioni di cellule staminali -a detta dei genitori- sta peggiorando tra atroci sofferenze, ha scritto al Presidente del Consiglio, Renzi. La lettera è molto commovente ma anche molto diretta:
Caro Presidente del Consiglio,
Da padre a padre. Dal padre di Sofia al padre di Ester, Emanuele e Francesco , Le scrivo con mia figlia tra le braccia, esanime e sconvolta
dopo una giornata intera di convulsioni e crisi di dolore acuto resistente ai farmaci prescritti dai medici dell’ospedale pediatrico Meyer a seguito dell’ultimo ricovero di urgenza appena una settimana fa
.” questo è solo l’inizio e fa già tremare il cuore. Il signor de Barros sorvola sul lungo calvario della sua bambina ma non esita a descrivere i giorni terribili che sta vivendo adesso. “Nessuna terapia farmacologica, nessuna sperimentale offerta a bambini con sintomi manifesti che sono ufficialmente condannati a morte. Ma se devo guardare mia figlia morire posso almeno tentare di alleviare le sue sofferenze? Ne ho il diritto come padre e come cittadino. Ne ha diritto mia figlia Sofia e gli altri malati come lei.”

L’uomo ricorda a Renzi la legge 57 del maggio 2013 che garantisce il diritto al prosieguo delle terapie compassionevoli per Sofia e a tutti gli altri pazienti che in un primo tempo erano stati accettati dal protocollo Stamina ed elenca tutti quei trattati che ammettono il diritto alle cure e alla vita per tutti i malati gravi. “Mi rivolgo direttamente a Lei perchè non posso più permettermi di aspettare e perchè ripongo in Lei la mia fiducia. Faccio appello al senso della vita che non conosce ruoli, cariche o istituzioni, ma che si manifesta nel rispetto sacro per ogni essere vivente. Faccio appello alla sua coscienza, esortandoLa a non ignorarmi. Un padre non ignora il dolore di un bambino, che sia il suo o sia quello di un altro padre che supplica aiuto“. La lettera termina con una implorazione “da fiorentino a fiorentino”, conoscendo già l’impegno di Renzi per esempio per la legge sull’omicidio stradale nata dalla richiesta di un padre fiorentino come lui. Per leggere la lettera completa in tutti i suoi passaggi cliccate qui.

admin

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