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Nuove teorie sull'HIV: costringerlo a mutare fino a ucciderlo

Se la battaglia contro l’AIDS è quasi vinta, quella contro il suo virus, l’HIV, non lo è. Non è un paradosso… in effetti le terapie attuali tengono a bada la malattia e riescono a ottenere una remissione, ma il virus non viene eliminato. Continua a nascondersi nel corpo e si ripresenta all’improvviso. Ecco perchè l’impegno del MIT di Boston ha cambiato direzione. Non più trovare il modo di distruggere il virus, ma trovare il modo di mutarlo.

Dato che la mutazione continua è la caratteristica dell’HIV, sembra un po’ una presa in giro… ma gli studi portano a credere che sia proprio questa la via giusta. Indurre il virus a mutare in modo incontrollabile, irregolare, farlo impazzire fino a indebolirsi e morire, questo potrebbe essere un metodo che funziona. E ci stanno provando, i ricercatori americani, che hanno già determinato il meccanismo. Hanno scoperto che uno dei farmaci in uso, il KP1212, induce il genoma dell’HIV a mutare. L’idea è dunque di usare questo farmaco fino a “sfinire” il virus.

L’HIV riesce a diffondersi in fretta grazie alla sua capacità di fare copie del proprio materiale genetico e mutare rapidamente, questo gli consente di vivere e sopravvivere a lungo ma gli toglie anche alcune energie. Se si potesse indurre il virus a raddoppiare la velocità di mutazione sarebbe così sfiancato da perdere per strada la propria potenza e molte proteine, da cui la rapida morte.Attualmente si sta testando la terapia su 32 pazienti affetti da HIV, per 4 mesi. In base ai risultati si capirà se la cosa può funzionare o meno, e in caso positivo se si può usare su altri virus e altre malattie simili.

admin

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