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Allarme melanoma: l'Italia rischia di meno, ma deve continuare la prevenzione

Ci rassicura la professoressa Gabriella Fabbrocini, docente di dermatologia e venereologia presso l’Università di Napoli Federico II: in Italia sappiamo come tenere sotto controllo il melanoma e la sua diffusione. I mezzi ci sono, tocca però alla gente seguire i consigli dei medici per metterli in pratica. L’allarme, di recente, è stato lanciato dagli Stati Uniti che registrano un notevole aumento dei casi di tumore alla pelle, fino al 200%.

In Italia, però, queste cifre sono molto più ridimensionate e si parla di 7.000 casi l’anno ma restando comunque in una media bassa rispetto ad altri Paesi come USA o Australia. Questo vantaggio è dato un po’ dalle caratteristiche della pigmentazione di noi italiani, molto più ricca di melanina e quindi protetta dall’attacco solare, un po’ dagli avanzati strumenti di diagnostica e prevenzione che mettiamo in atto ormai da anni. Purtroppo non tutti seguono i consigli utili per evitare i danni da esposizione solare, ma chi lo fa si salva senza dubbio.

Non si deve mai adagiarsi sugli allori, avere la giusta pigmentazione e i mezzi per curarsi non significa che a noi non possa succedere mai niente. Proteggersi è importante, facendo quello che molti medici predicano ormai da mesi: evitare le esposizioni al sole nelle ore calde, coprirsi con cappellini, mezze maniche e creme solari, correre dal dermatologo davanti a ustioni sospette e così via. Il 90% dei tumori della pelle dipende dall’esposizione al sole, dunque fare campagna di prevenzione nelle scuole e negli oratori, ai Grest e nei centri sportivi significa responsabilizzare grandi e piccoli ad aver cura della propria pelle soprattutto in estate. Dunque non siamo ancora in una statistica da allarme, ma per essere veramente in salvo dobbiamo fare ancora di più.

admin

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