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Alzheimer: operando i malati agli occhi diminuisce la demenza

Operare un malato di Alzheimer di cataratta? E perchè mai, a cosa può servirgli se nemmeno riconosce i volti che vede? Se la malattia non lascia speranze di guarigione? Con queste motivazioni, l’operazione che restituisce una vista dignitosa veniva negata da anni alle persone affette da questa demenza. Finchè uno studio americano condotto a Cleveland non ha deciso di dare risposte concrete studiando proprio gli effetti di una operazione di cataratta su persone malate di Alzheimer.

Un malato di Alzheimer -proprio in quanto tale- non è più autonomo e se ha problemi alla vista diventa doppiamente invalido, ma rende difficile anche il compito di chi lo assiste in casa ogni giorno. Aumenta il rischio di incidenti ma anche il rischio di cadere in fasi depressive acute, date dalla consapevolezza che il mondo si spegne innanzi a sé. Lo studio americano ha coinvolto 28 malati di Alzheimer sottoposti a intervento di cataratta e 14 malati mai sottoposti a tale intervento, ma con problemi evidenti alla vista. Il primo gruppo, dopo essere tornato a vederci bene, ha mostrato alcuni notevoli miglioramenti anche della demenza. Le capacità cognitive sono state mantenute al livello in cui erano o perfino migliorate, dato che la nuova visuale stimolava in meglio il cervello.
Gli altri, quelli che non subivano l’intervento, si isolavano sempre più in se stessi, perdendo anche quel poco di autonomia che possedevano. Allo stesso tempo, sono stati intervistati parenti o assistenti che si prendevano cura dei malati: anche qui, quelli del primo gruppo mostravano segni di stress notevolmente diminuiti perchè assistere un malato di demenza che ci vede bene è meno pesante di assisterne uno che man mano diventa pure cieco.

admin

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