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Possibile "cura" per Ebola sperimentata sull'americano malato

Mentre i morti salgono a 887 e i contagi superano i 1.600 casi, in Africa, si continua a discutere sul trasferimento del dottor Brantly, il medico missionario americano contagiato da Ebola e definito “in gravi condizioni”, ma nonostante ciò caricato su un aereo e spedito a casa, oltre oceano. Il fatto che il pericolosissimo virus Ebola sia stato fatto uscire deliberatamente dall’Africa e portato nei tranquilli sobborghi di Atlanta (USA) ha fatto scandalo e elevato l’allarme nel mondo.

Ma il sospetto era che gli americani volessero rimpatriare il proprio connazionale per sottoporlo a studi approfonditi presso migliori strutture, e oggi abbiamo la conferma di ciò. Il trasferimento del dottor Brantly è stato fatto prima per motivi di ricerca e solo dopo per curarlo. Negli USA infatti si lavorava da tempo a un possibile “siero” per combattere Ebola ma non c’era l’occasione di sperimentarlo, data la velocità con cui la malattia uccideva in Africa. Il siero si chiama ZMAPP, è stato messo a punto dalla azienda Mapp Biopharmaceutical Inc. e finora ha avuto effetti incoraggianti sulle scimmie trattate.

La CNN informa che Brantly ha ricevuto il siero non appena giunto in patria e che, a 24 ore dall’infusione, starebbe “già meglio”. La mattina seguente il paziente sarebbe già stato in grado di alzarsi in piedi e di fare la doccia da solo! Si sta per procedere con la stessa infusione anche sull’infermiera che si era ammalata insieme a Brantly, che dovrebbe arrivare in America nelle prossime ore. In Africa si parlava già di un trattamento a base di acqua e cloro, ideato da alcuni ricercatori italiani, che riusciva a tenere a bada il virus e ad ucciderlo in alcuni casi. La notizia che giunge oggi dagli USA aggiunge speranza a speranza. Se fossero confermati i miglioramenti sui due americani bisognerà tentare in fretta la diffusione di questo siero anche in Africa, sebbene ancora non sia stata fatta alcuna sperimentazione sugli uomini e siano proprio loro due i primi casi al mondo.

admin

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