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Consolato USA nega il visto a un ragazzo bisognoso di multi-trapianto

Emanuele ha 33 anni e fino a pochi mesi fa pesava 98 chili. Oggi ne pesa 43 e rischia di morire dopo che una terribile malattia gli ha aggredito e distrutto l’apparato digerente. Non può più mangiare nè assimilare il cibo e per salvarsi la vita deve affrontare un’operazione già difficilissima e ricevere in dono almeno cinque organi (stomaco, duodeno, pancreas, milza, intestino tenue e intestino crasso). Era in lista di attesa a Bologna, ma si è aggravato e l’unica speranza è il Miami Transplant Institute, in America.

In poco tempo ha raccolto un milione di dollari necessari all’operazione, uno sforzo economico immane che Emanuele ha portato a termine in parte grazie all’aiuto di amici e associazioni. L’altra parte di pagamento doveva fornirla la ASL della sua città, Salerno, ma la cifra non è completa. Mancano ancora 200.000 dollari … una cifra, in un certo senso “irrisoria” se paragonata al milione totale, ma il Consolato americano decide che non basta. Che se la cifra non è completa al cento per cento, il visto per partire non lo concederà. Un errore, dovuto a traduzioni sbagliate, a equivoci, all’esperienza del tutto nuova per questa città … tante le ragioni comprensibili. In fondo, se questa gente ha dimostrato di poter raccogliere 800.000 dollari in pochi mesi, è già palese che onoreranno il pagamento con tutti i mezzi. Ma la logica delle banche, che negli USA entra anche nella sanità, impedisce di procedere se non si è versato anche l’ultimo centesimo. Emanuele intanto aspetta, ma la sua malattia no… avanza. Se dovesse perforarsi l’intestino, sarebbe inutile qualsiasi trapianto. Ma poco importa, questo, alla legge del denaro che calpesta ogni giorno la vita.

admin

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