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Depressione post-partum: si sta studiando per fermare l'enzima che la provoca

La depressione che segue il parto, una patologia pericolosa che può portare le neomamme a nuocere gravemente alla salute propria e del neonato, potrebbe avere i giorni contati. Uno studio pubblicato sulla rivista “Neuropsychopharmacology” avrebbe infatti individuato il responsabile di questo stravolgimento emotivo: l’enzima monoamino-ossidasi A, che agisce sui neurotrasmettitori come la dopamina e la serotonina.

E’ normale avere degli sbalzi d’umore dopo una gravidanza. Gli ormoni si riequilibrano, le emozioni ritrovano una dimensione corretta e la sensibilità del corpo cala. In inglese lo chiamano “baby blues” e nelle persone sane dura pochi giorni e passa con la sola vicinanza di familiari e amici. Ma nei casi gravi si può trascinare anche per mesi, o per anni, e rischia di sfociare nel dramma. In quel caso è una vera e propria depressione post-partum. Nelle donne che ne soffrono, i livelli dell’enzima monoamino ossidasi A sono il 21% in più rispetto alle donne sane. Dunque si deve partire da qui per capire.
Gli studi ora proseguiranno per capire come ridurre il rischio e fermare l’azione di questo enzima quando già è in atto. Si stanno già sperimentando nuovi farmaci in grado di annullare i sintomi depressivi e a breve potrebbero essere sul mercato, ma nel frattempo famiglie e amici devono far sentire la loro presenza alla donna depressa in modo costante. Le donne che soffrono di questo disturbo diventano egocentriche e potrebbero anche dire o fare cose che non pensano e non vogliono. Si tratta di capire che in quel momento non è la loro volontà a farle agire così ed è importante offrire loro supporto anche quando non vorremmo.

admin

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