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Torna alla ribalta Stamina: tribunale "ordina" di curare una dodicenne

Torna alla ribalta Stamina, di Davide Vannoni, e torna a far parlare di sé grazie a un tribunale. Stavolta quello di Treviso che impone e ordina di proseguire le cure su una bambina di 12 anni di Bassano del Grappa. La piccola Alice, infatti, soffre da 7 anni di una grave infezione congenita per la quale sembrava non esserci alcuna speranza. Nessuno sforzo medico e nessun farmaco avevano ragione della malattia finchè -assicurano i genitori- non hanno sentito parlare del metodo Stamina che aveva avuto già successo su casi come quello della figlia.

Dato che il Parlamento aveva avviato la sperimentazione (siamo nel 2013) la richiesta delle cure era valida ed era stata accettata, ma poi sono sopraggiunti i problemi legali, la truffa, le indagini e il nuovo blocco delle cure. Gli avvocati sono riusciti a ottenere ben tre sentenze in favore delle cure Stamina per Alice, ma in nessuna delle tre occasioni gli Spedali Civili di Brescia hanno eseguito l’ordine del tribunale. Il caso giudiziario di Vannoni, nel frattempo, aveva scoraggiato la struttura dal continuare la collaborazione con lui e i suoi assistenti.

I genitori di Alice non si sono persi d’animo e hanno continuato la loro personale battaglia, rivolgendosi perfino al giudice del lavoro, il dottor Massimo Galli, il quale ha agito non verso i temi scientifici e morali di Stamina ma verso la capacità di lavorare del personale di Brescia. Se medici e infermieri possono lavorare, possono anche fare le infusioni delle cure di Vannoni. Per ordine del tribunale saranno costretti a farlo, o a trovare personale che lo faccia, entro il 15 settembre. Inoltre, lo stesso giudice ha condannato l’ospedale di Brescia a pagare le spese di 1.000 euro generate da tutti questi scontri.

admin

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