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La Cina si inchina davanti a Yaoyi, piccolo coraggioso donatore di organi

Liang Yaoyi, studente di 11 anni di Shenzhen, Cina, aveva un sogno: da grande avrebbe fatto il dottore. Gli piacevano quegli uomini in camice bianco che salvavano vite umane, che studiavano le malattie in cerca di soluzioni. Gli piaceva l’idea che un giorno anche lui avrebbe salvato qualcuno con la propria abilità. Ma il destino aveva deciso diversamente. Una diagnosi di cancro ha fermato tutti i sogni di Yaoyi. Un tumore in fase avanzata, incurabile, che difficilmente gli avrebbe concesso di festeggiare il 12° compleanno. La fine di tutto.

Ma non per lui, non per un bambino coraggioso che voleva solo salvare vite umane. Così ha deciso e ha detto a familiari e medici curanti che, quando la sua vita fosse stata alla fine, avrebbero dovuto espiantargli gli organi e salvare, con questi, la vita di altri bambini. Un gesto enorme, se si considera che in Cina la donazione di organi è un evento ancora nuovo e solo dal 2010 si pratica con regolarità e con un registro dei donatori riconosciuto dalla legge. Che sia proprio un bambino ad abbracciare con tanta fiducia questa “nuova cultura” lascia spiazzati… ma nemmeno tanto. Si sa in fondo che i bambini vedono più lontano degli adulti, da sempre.

E così, quando nonostante le cure la salute di Yaoyi si è aggravata e il cancro ha aggredito il suo piccolo corpo riducendolo in coma, i medici lo hanno portato in sala operatoria e hanno espiantato gli organi rimasti sani, quelli che la malattia non era riuscita a distruggere: reni e fegato. Grazie a questo espianto, due persone sono tornate a vivere e ad avere progetti per il futuro, quel futuro che a Yaoyi è stato per sempre negato. Ma non gli sono stati negati gli onori. Prima di consegnare il suo corpo alla famiglia, l’intera equipe medica si è inchinata tre volte a rendere omaggio a un esserino che in pochi mesi ha dato lezione di grandezza a tutta una nazione. E al mondo intero. E il suo sogno lo ha comunque realizzato, perchè ha potuto salvare vite umane grazie al proprio coraggio.

admin

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